Salve.
Perdonate come sempre la mia lunga assenza ma ora ho preso la decisione di non dire più che sarà solo per questa volta.
Come avete potuto intuire, sono tornato con un nuovo post. E' un post sul quale non ho ragionato per nulla e mi è venuto così. Di getto. Semplicemente perché voglio sfogarmi su dei fatti che si stanno ripetendo in questi giorni e che per i miei gusti sono un po' esagerati.
Partendo dal presupposto che non voglio offendere nessuno, discriminare nessuno né tantomeno augurare la morte a qualcuno. Non è neanche un post satirico o comico – se volete vederla così, ben venga.
Parto quindi dal principio; sono ormai quasi tre mesi che ho rimesso piede su twitter – dal quale mi ero cancellato per diverse ragioni – e sto notando sempre di più che si parla sempre dei soliti argomenti e tra le TT c'è sempre una che riguarda la boyband del momento. Vale a dire, i One Direction.
Ora, non sono un hater, non sono contro la band in nessun modo, semplicemente rimango indifferente di fronte le loro canzoni, i loro concerti e le loro facce dato che non sono il mio genere di musica. Il fatto è che da quando uno dei cinque componenti ha lasciato, la band, la situazione è degenerata. Okay, in quel momento direi che il delirio c'era, anche perché era una motivazione piuttosto seria lamentarsi e non volerci credere – anche se tendenze come "#ZAYNTORNANELLABAND" a mio parere servono a ben poco.
Tornando a noi: per quale diavolo di motivo ogni giorno io devo trovarmi nelle TT una tendenza con uno di quei cinque nomi? Per delle scemenze poi. O perché il tizio riccio ha tagliato i capelli di cinque millimetri, o perché il tizio più bello durante il concerto non ha sorriso alle fan dell'ala destra e persino perché uno dei membri ha detto che la mattina non ha fatto una colazione salutare.
Poi è chiaro che si formano gli haters, no? Se voi mi mettete ogni giorno la faccia dei One Direction davanti agli occhi, è chiaro che prima o poi stanca chiunque. Anzi, credo che le fan storiche della band – o almeno, la maggior parte – siano già stanche. Proprio perché le ossessioni prima o poi stancano, di qualsiasi esse si trattino.
Facendo anche un passo indietro, quindi magari tornando a tre/quattro anni fa, quando anche io ero un teenager fanatico di band, attori e serie TV come non mai non ricordo assolutamente che c'era tutta questa tendenza verso l'ossessione pura verso qualcosa. Sicuramente leggevo montagne di interviste riguardanti i miei cantanti preferiti o quant'altro, ma non ne facevo una questione di stato se un personaggio famoso si tagliava i capelli. Non sarebbe sano mentalmente. Ed è per questo che dico che le nuove generazioni mi preoccupano – e non poco.
So che sto sbagliando e che dovrei rimanere indifferente riguardo questa vicenda, ma una chat di whatsapp non bastava per scrivere tutto questo papiro. So che quest'ultimo non ha senso, ma vi giuro che questa cosa l'avevo dentro da parecchi giorni, e non sapete che sollievo tirarla fuori! Per concludere, se volete fate leggere questo post a chi, come me, odia questa situazione.
Detto ciò, come sempre – Stay tuned!
giovedì 28 maggio 2015
mercoledì 20 maggio 2015
SHUFFLE TEST TAG
Welcome back! Oggi si tagga. Sì, sono un po' fissato con i tag ultimamente, questo non potevo non farlo in quanto è davvero troppo bello e divertente. L'ho visto da moltissimi youtuber e davvero mi ha colpito molto.
Il nome è Shuffle Test Tag, che consiste nel associare ad ogni frase qui sotto una canzone. Ma quest'ultima non sarà scelta personalmente, ma sarà il tuo iPod/mp3/smartphone o qualsiasi altra cosa in riproduzione casuale.
Non perdendoci in chiacchiere, io inizierei, dato che sono decisamente troppo curioso!
1. La canzone che descrive come morirai.
Mettendo la mia libreria iTunes in riproduzione shuffle è uscita "Blind" dei Placebo. In poche parole il destino mi sta dicendo che morirò ceco. Devo dire che non mi sorprende, dato che sono una talpa ormai dalla tenera età di sette anni e mezzo!
►Play
2. La canzone che descrive la tua vita amorosa.
Ho un po' di dubbi riguardo il fatto che possa uscire una canzone allegra visto il nucleo della frase. Dunque, è partita immediatamente "Depuis Le Début" dei 30 Seconds to Mars. Non riesco a concepire come la mia vita amorosa possa essere dopo il debutto, ma forse è tutto da reinterpretare alla propria maniera. Quindi, in breve: quando diventerò famoso e avrò debuttato per non so cosa la mia vita amorosa riprenderà ad esistere – no, okay, degenero come sempre.
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3. La canzone che metteranno al tuo matrimonio.
Dubito che mi sposerò, ma il destino a quanto pare mi riserva "How You Remind Me" dei meravigliosi Nickelback. Adoro questa canzone, e forse con il clima giusto ad un matrimonio potrebbe anche starci bene, ma non ne sono del tutto sicuro!
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4. Aggiungi "NELLE MIE MUTANTE" alla fine del titolo della canzone.
Questa è una di quelle cose che non ha un senso ben preciso. Dato che è appena uscita una delle più belle canzoni dei Coldplay, la frase diventerebbe "Gli scienziati nelle mie mutande". Non sono sicuro di comprendere bene il significato di questa perla ma non si può mai sapere. Magari un giorno dai miei pantaloni ne uscirà Dexter!
►Play
5. La canzone che metteranno al tuo funerale.
Oh, questa è azzeccata! Prende il nome di "It Ends Tonight" degli All American Rejects. E' una canzone che ho scoperto un po' di tempo fa e che mi piace anche. E il titolo è in perfetta sintonia con il senso della frase. Quindi boh, magari sarà davvero questa la canzone con la quale lascerò il segno su questo pianeta.
►Play
6. Aggiungi "CON UNA PALA E UN CACCIAVITE" al titolo della canzone.
Questa è un'altra di quelle senza senso, però boh, faccio partire! La canzone che è uscita è "Piromani" delle Luci della Centrale Elettrica. Adoro alla follia questa canzone, e quando l'ho sentita dal vivo è stata un'emozione unica.
Comunque, diventerebbe "Piromani con una pala e un cacciavite". Suona anche bene alla fine, non disperiamo.
►Play
7. La canzone che descrive la tua settimana.
Essendo a metà settimana – e non è iniziata un granché bene – spero che magari il weekend mi riservi delle sorprese. Comunque, è andata con "Don't Go Away" degli Oasis. Non so che messaggio particolare vi sia dentro questa canzone, mal da titolo non sembra proprio niente di buono. This is the Karma.
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8. Questa è la tua canzone.
E vediamo un po' qual è!
Il risultato si vede in "Have a Nice Day" dei Bon Jovi. Che meraviglia questa canzone, una delle poche che ha passato le 100 riproduzioni sul mio iTunes, senza contare le volte che l'ho ascoltata su YouTube o altre piattaforme. Devo anche dire che il risultato è molto inerente a me... dovrei imparare anche io a dire "Buona Giornata" con il mondo che mi rema contro.
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9. La canzone che suonerà quando pensi a chi ami.
"Smells Like Teens Spirit" dei Nirvana. Beh, sono contento di avere una canzone così bella in questo tag, anche se non capisco il nesso tra la domanda e la risposta. Ma è stato comunque un piacere riascoltarla visto che non lo faccio da un po' di tempo. Quanti anni sono passati!
►Play
10. La canzone che suonera quando ti manca qualcuno.
Non poteva uscire di meglio! "Ledges" di Noah Gundersen. Non mi ricordo neanche io come scoprii questa canzone, ma è stata sicuramente una fortuna.
Sono il tipo che quando sente la mancanza di qualcuno o qualcosa adora stare nei posti desolati, in mezzo alla natura – che sia mare o montagna –, con le cuffie nelle orecchie e una canzone malinconica. E guarda caso, questa canzone non è delle più allegre e soprattutto mi fa pensare ai bellissimi boschi irlandesi e tutti quei posti da eremita che un giorno vorrò vedere assolutamente.
►Play
Bene, le canzoni per oggi sono finite! Spero che il post di oggi vi sia piaciuto e che non vi abbia annoiato. Non mi dispiacerebbe neanche se voi rifaceste questo tag, magari sul vostro blog, sul vostro canale o anche su un social. Quindi, taggo chiunque voglia è curioso di provare l'ebrezza del futuro attraverso la propria playlist!
Noi ci vediamo al prossimo post, stay tuned!
P.S. Se volete ascoltare la canzone in questione basta cliccare sul pulsantino "Play" sotto ogni risposta e la canzone partirà immediatamente!
Il nome è Shuffle Test Tag, che consiste nel associare ad ogni frase qui sotto una canzone. Ma quest'ultima non sarà scelta personalmente, ma sarà il tuo iPod/mp3/smartphone o qualsiasi altra cosa in riproduzione casuale.
Non perdendoci in chiacchiere, io inizierei, dato che sono decisamente troppo curioso!
1. La canzone che descrive come morirai.
Mettendo la mia libreria iTunes in riproduzione shuffle è uscita "Blind" dei Placebo. In poche parole il destino mi sta dicendo che morirò ceco. Devo dire che non mi sorprende, dato che sono una talpa ormai dalla tenera età di sette anni e mezzo!
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2. La canzone che descrive la tua vita amorosa.
Ho un po' di dubbi riguardo il fatto che possa uscire una canzone allegra visto il nucleo della frase. Dunque, è partita immediatamente "Depuis Le Début" dei 30 Seconds to Mars. Non riesco a concepire come la mia vita amorosa possa essere dopo il debutto, ma forse è tutto da reinterpretare alla propria maniera. Quindi, in breve: quando diventerò famoso e avrò debuttato per non so cosa la mia vita amorosa riprenderà ad esistere – no, okay, degenero come sempre.
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3. La canzone che metteranno al tuo matrimonio.
Dubito che mi sposerò, ma il destino a quanto pare mi riserva "How You Remind Me" dei meravigliosi Nickelback. Adoro questa canzone, e forse con il clima giusto ad un matrimonio potrebbe anche starci bene, ma non ne sono del tutto sicuro!
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4. Aggiungi "NELLE MIE MUTANTE" alla fine del titolo della canzone.
Questa è una di quelle cose che non ha un senso ben preciso. Dato che è appena uscita una delle più belle canzoni dei Coldplay, la frase diventerebbe "Gli scienziati nelle mie mutande". Non sono sicuro di comprendere bene il significato di questa perla ma non si può mai sapere. Magari un giorno dai miei pantaloni ne uscirà Dexter!
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5. La canzone che metteranno al tuo funerale.
Oh, questa è azzeccata! Prende il nome di "It Ends Tonight" degli All American Rejects. E' una canzone che ho scoperto un po' di tempo fa e che mi piace anche. E il titolo è in perfetta sintonia con il senso della frase. Quindi boh, magari sarà davvero questa la canzone con la quale lascerò il segno su questo pianeta.
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6. Aggiungi "CON UNA PALA E UN CACCIAVITE" al titolo della canzone.
Questa è un'altra di quelle senza senso, però boh, faccio partire! La canzone che è uscita è "Piromani" delle Luci della Centrale Elettrica. Adoro alla follia questa canzone, e quando l'ho sentita dal vivo è stata un'emozione unica.
Comunque, diventerebbe "Piromani con una pala e un cacciavite". Suona anche bene alla fine, non disperiamo.
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7. La canzone che descrive la tua settimana.
Essendo a metà settimana – e non è iniziata un granché bene – spero che magari il weekend mi riservi delle sorprese. Comunque, è andata con "Don't Go Away" degli Oasis. Non so che messaggio particolare vi sia dentro questa canzone, mal da titolo non sembra proprio niente di buono. This is the Karma.
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8. Questa è la tua canzone.
E vediamo un po' qual è!
Il risultato si vede in "Have a Nice Day" dei Bon Jovi. Che meraviglia questa canzone, una delle poche che ha passato le 100 riproduzioni sul mio iTunes, senza contare le volte che l'ho ascoltata su YouTube o altre piattaforme. Devo anche dire che il risultato è molto inerente a me... dovrei imparare anche io a dire "Buona Giornata" con il mondo che mi rema contro.
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9. La canzone che suonerà quando pensi a chi ami.
"Smells Like Teens Spirit" dei Nirvana. Beh, sono contento di avere una canzone così bella in questo tag, anche se non capisco il nesso tra la domanda e la risposta. Ma è stato comunque un piacere riascoltarla visto che non lo faccio da un po' di tempo. Quanti anni sono passati!
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10. La canzone che suonera quando ti manca qualcuno.
Non poteva uscire di meglio! "Ledges" di Noah Gundersen. Non mi ricordo neanche io come scoprii questa canzone, ma è stata sicuramente una fortuna.
Sono il tipo che quando sente la mancanza di qualcuno o qualcosa adora stare nei posti desolati, in mezzo alla natura – che sia mare o montagna –, con le cuffie nelle orecchie e una canzone malinconica. E guarda caso, questa canzone non è delle più allegre e soprattutto mi fa pensare ai bellissimi boschi irlandesi e tutti quei posti da eremita che un giorno vorrò vedere assolutamente.
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Bene, le canzoni per oggi sono finite! Spero che il post di oggi vi sia piaciuto e che non vi abbia annoiato. Non mi dispiacerebbe neanche se voi rifaceste questo tag, magari sul vostro blog, sul vostro canale o anche su un social. Quindi, taggo chiunque voglia è curioso di provare l'ebrezza del futuro attraverso la propria playlist!
Noi ci vediamo al prossimo post, stay tuned!
P.S. Se volete ascoltare la canzone in questione basta cliccare sul pulsantino "Play" sotto ogni risposta e la canzone partirà immediatamente!
mercoledì 13 maggio 2015
JUST READ IT: "TRILOGIA DELLA CITTA' DI K" by ÁGOTA KRISTÓF
Bentornati in un nuovo post. Scusate le tempistiche del blog ma spero mi capiate, ho la maturità tra poco più di un mese! Passando al post di oggi, farò una cosa che non ho mai fatto: una recensione. Già, di un libro che mi è piaciuto particolarmente e che consiglio a tutti di leggere almeno una volta nella vita. Non avendo mai fatto una recensione non so se sarò all'altezza, ma comunque partiamo subito senza perdere tempo.
Titolo: Trilogia della Città di K.
Autore: Ágota Kristóf
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: € 12,50
Numero Pagine: 384
Sinossi: Quando Il grande quaderno apparve in Francia a metà anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivelava un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la Trilogia della città di K ritrae un' epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
E fin qui ci siam capiti. E' stata una lettura presa abbastanza a caso; ero in libreria nell'intento di trovar qualcosa di carino da leggere, non sapevo neanche io di che tipo in realtà, finché non mi sono imbattuto in questo libro. Era nel minuscolo scaffale "Il Libraio Consiglia" e c'erano tutti libri riguardanti politica, storia o cose così – che personalmente non sono il mio esatto tipo. Questo spiccava in alto, con un bigliettino che lo descriveva un po' nel suo piccolo.
Come avrete potuto intuire dal titolo, è una trilogia. Tre libri rilegati in neanche quattrocento pagine. E' strano a sentirsi: siamo abituati a saghe con libri immensi e interminabili, eppure questa anche se è più corta rispetto alle altre lascia un segno – almeno per me – indelebile da un certo punto di vista.
Titolo: Trilogia della Città di K.
Autore: Ágota Kristóf
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: € 12,50
Numero Pagine: 384
Sinossi: Quando Il grande quaderno apparve in Francia a metà anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivelava un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la Trilogia della città di K ritrae un' epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
E fin qui ci siam capiti. E' stata una lettura presa abbastanza a caso; ero in libreria nell'intento di trovar qualcosa di carino da leggere, non sapevo neanche io di che tipo in realtà, finché non mi sono imbattuto in questo libro. Era nel minuscolo scaffale "Il Libraio Consiglia" e c'erano tutti libri riguardanti politica, storia o cose così – che personalmente non sono il mio esatto tipo. Questo spiccava in alto, con un bigliettino che lo descriveva un po' nel suo piccolo.
Come avrete potuto intuire dal titolo, è una trilogia. Tre libri rilegati in neanche quattrocento pagine. E' strano a sentirsi: siamo abituati a saghe con libri immensi e interminabili, eppure questa anche se è più corta rispetto alle altre lascia un segno – almeno per me – indelebile da un certo punto di vista.
"Una prosa di perfetta, innaturale secchezza, una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida". – Giorgio ManganelliQuesto commento sul retro copertina è estremamamente veritiero, mi ha lasciato a bocca aperta e sicuramente è stato uno dei motivi principali che mi ha spinto a comprarlo.
Ma ora passiamo al libro in sé. In esso non vengono minimamente accennati l'ambientazione e l'epoca storica, ma abbiamo dei riferimenti che riflettono sicuramente qual è la realtà con cui abbiamo a che fare. Inutile specificare che siamo in ambito di guerra.
Nel primo libro i due gemelli vengono trasferiti dalla nonna: una donna misteriosa e piena di odio e rabbia nei loro confronti a causa del rapporto conflittuale che aveva ed ha con la loro madre. La loro nonna li costringe a lavorare e molte volte i due bambini sono soggetti a violenze fisiche, ma la loro intelligenza è talmente elevata che non si lasceranno sottomettere da nulla, neanche dalla stessa guerra. Entrambi hanno un rapporto di fratellanza che lascia senza parole: lavorano insieme. Mangiano insieme. Vanno a pesca insieme. Dormono insieme. Studiano insieme... in breve, non riescono a staccarsi l'uno con l'altro – un po' anche tipico dei fratelli gemelli.
La storia man mano si evolverà sempre di più cercando di raccontare al meglio le crude e dure verità della guerra. La cosa particolare di questo libro è che non ha delle descrizioni lunghe, anzi, oserei dire accennate, ma è scritto talmente bene che non si può non continuare a leggere e ad autodistruggersi le budella con tutto il macabro che vi è contenuto.
Senza dirvi altro e rischiare di rovinarvi la lettura, lascio a voi tutti la decisione riguardo questa trilogia, che secondo me merita. Merita davvero.
Spero che come prima recensione non sia stata un completo disastro, ma cercherò di migliorare e soprattutto di non dilungarmi troppo in certe parti.
Noi ci vediamo al prossimo post – e intanto io torno a studiare, help me – che non so di preciso su cosa verterà, ma come sempre, stay tuned!
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sabato 2 maggio 2015
POKéMON BOOK TAG w/ ITSMEMARTIN
Comunque, bentornati! Oggi mi son detto "non ho mai fatto uno di questi tipi di post", e per questi intendo post che riguardassero solo ed esclusivamente libri. Dopo l'immensa rottura sui film, oggi fondo la mia infanzia con la mia passione per la lettura; sto parlando del Pokémon Book Tag!
Se ve lo state chiedendo, consiste nell'associare per ogni Pokémon un libro che rispetti le sue caratteristiche. Nel caso in cui non abbiate capito, capirete tra poco – si spera.
Volevo anche annunciare che questo post è in collaborazione con una youtuber molto carina che si è mostrata subito disponibile per fare con me questo tag. Se volete fare un salto sul suo canale, cliccate sul link qui a fianco: ITSMEMARTIN. Iscrivetevi in tanti, tratta di molti argomenti tra i quali anche Game of Thrones, se ve lo stavate chiedendo.
METAPOD: un libro semplice ma efficace – "The Perks of Being a Wallflower" di Stephen Chbosky. Ormai suppongo lo abbiate letto tutti in quanto è uno di quei libri che son diventati abbastanza mainstream. E' un libro che comunque ha dei temi molto banali, tra i quali appunto questo ragazzino, Charlie, che è il protagonista e si ritrova intimidito di fronte alle difficoltà e tutte le altre ondate di emozioni che ritroviamo nell'adolescenza. Mettendo da parte la banalità, posso affermare che è una storia molto ben sviluppata ed è bellissimo il messaggio che il libro vuole lanciare non solo agli adolescenti, ma a qualsiasi persona che non ha il coraggio di mettersi in gioco nella vita.Uno di quei libri che quando finisci ti lasciano una sensazione strana addosso. Perciò: semplice, ma molto efficace.
BIDOOF: un libro che personalmente odi – "Il Mangiateste" di Samuel Giorgi. Non volevo inserire un qualcosa come le cinquanta sfumature perché ormai è risaputo che tutti lo odiano. No vabbè, dire tutti è esagerato. Inizio con il dire che è un thriller che comprai un paio di anni fa, arrivai al terzo/quarto capitolo e dovetti fermarmi. Una noia allucinante; c'era questa donna che continuava a porsi delle domande – che nei thriller ci sta, d'accordo, ma non per tutta la durata del libro – e non sapeva mai cosa fare. Per non parlare di "scene" incomprensibili che uscivano ogni tanto senza motivo.
Mi dispiace dirlo, mi aspettavo grandi cose da questo libro, e purtroppo le mie aspettative non sono state accontentate. Però ammettiamolo, la copertina è figa.
GARBODOR: un libro che pensavi non ti sarebbe piaciuto a causa della copertina, ma alla fine hai gradito – Devo dire che non ho libri con la copertina particolarmente brutta, quindi ho scelto quella che mi piace di meno rispetto alle altre. Il libro in questione è "Sette Giorni per L'Eternità" di Marc Levy. E' un libro ancora in fase di lettura quindi non posso dare un giudizio definitivo, ma comunque, per ora sembra procedere abbastanza bene. La copertina non mi piace molto e non c'entra neanche tanto con il contesto del libro. Mi piange il cuore non averla potuta scegliere dato che il libro l'ho preso usato su libraccio.
Comunque, sicuramente una volta finito gradirò un sacco, a meno che il finale non sia proprio qualcosa di orribile.
Non potevo non mettere uno dei libri con il protagonista più coraggioso che sia mai stato descritto. Anche questo è un libro che sicuramente avete letto tutti o avrete visto il film. Il coraggio di Katniss Everdeen è un qualcosa di indescrivibile – forse mai nessun altro personaggio mi ha trasmesso questa sensazione come lei.
SQUIRTLE: scegli un libro adorabile – "Kafka Sulla Spiaggia" di Haruki Murakami. Non potevo non mettere questo libro dentro questa tag, anche se ve ne ho già parlato ma ve lo sorbirete di nuovo. E' un libro che trovo adorabile principalmente per il modo in cui ti prende e ti porta con sé in una storia che a mio parere nessun altro era mai stato in grado di scrivere. Quando penso a questo libro mi viene in mente la leggerezza e la delicatezza con le quali ho sfogliato e letto quelle pagine. Una cosa decisamente un po' strana da spiegare, ma son sicuro che chi l'ha letto e lo ha amato ha ben compreso.
Quindi, la mia scelta ricade sempre sul Giappone, quando si parla di cose adorabili.
PIKACHU: scegli un libro molto diffuso che adori – "1984" di George Orwell.
E' sicuramente un pilastro della letteratura internazionale, credo che moltissimi di voi che amano leggere lo hanno sentito e risentito, amato ed odiato. Non c'è persona che non conosca questo libro a mio parere. Ho deciso di inserirlo in questo contesto perché è un libro che adoro, uno di quei libri che mi ha cambiato la vita e che mi ha sconvolto di più. Ci son delle citazioni all'interno che sono qualcosa di spettacolare; e poi ragazzi, non dimentichiamoci del significato di questo libro. Giuro prima o poi dimostrerò in fatti l'amore che provo verso Orwell e quei quattro numeri che compongono il titolo. I SWEAR.
PIPLUP: un libro che è sottovalutato – Piplup non è un Pokémon sottovalutato, andiamo!
Sì, okay, dopo il mio tristissimo commento posso confessare che in Pokémon Diamond scelsi il proprio il piccolo pinguino come starter, quindi è mio dovere difenderlo.
Passando ai fatti, un libro che ritengo essere sottovalutato e non messo troppo in luce è "Break, Ossa Rotte" di Hannah Moskowitz. E' un libro che tratta una tematica molto diffusa nel mondo odierno: l'autolesionismo. Questo libro è un viaggio nella sofferenza del protagonista attraverso il suo modo di sfogarsi per sfuggire ai problemi familiari e tutte quelle storie d'amore andate a male. Viene considerato – a quanto sembra dalle recensioni che ho letto – un libro piuttosto mediocre in quanto l'autrice è una quindicenne e non ha ancora uno stile di scrittura ben definito. Io invece lo considero un'ottima lettura soprattutto per coloro che stanno vivendo in prima persona l'autolesionismo.
Di questo libro un giorno pretenderò la trasposizione cinematografica. Assolutamente.
ROSERADE: un libro che ti ha completamente ossessionato e non riesci a smettere di leggere – "Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino" di Christiane F.
Ho letto questo libro con una matita in mano per evidenziare le frasi che vi sono al suo interno. Devo dire che è un libro che nonostante le emozioni fortissime che mi provoca ogni volta che lo leggo, non riesco a smettere. Rimanendo in tema, è proprio come una droga. Un qualcosa che ti strega e ti tiene incollato alle pagine fino alla fine. Per concludere, forse è stato il libro che io ho letto più volte nella mia vita e che porterò sempre con me, ovunque.
P.S. L'edizione che ho io è la più penosa che potessi trovare in libreria ed anche le altre non sono da meno, quindi quella in foto è la locandina del film, decisamente migliore.
PSYDUCK: un libro che ti ha confuso e sul quale ti poni delle domande – Ho fatto parecchia fatica a capire questa domanda, ma alla fine ho deciso di inserire "22/11/63" di Stephen King. Il libro è un genere molto diverso da quello che solitamente associamo allo scrittore, infatti è più sulla fantascienza/fantasy anche se non completamente. E' un libro che ho dovuto ricominciare parecchie volte a causa del fatto che è pieno di descrizioni e avvenimenti che non possono essere assolutamente saltati nella lettura in quanto rischi di perdere il filo – come è successo a me. In sostanza, il libro non l'ho ancora finito in quanto ho deciso di ricominciarlo di nuovo, proprio perché è un libro molto strano e con il quale ho un rapporto di amore/odio.
Spero di essermi spiegato, nel caso chiedo perdono.
Ebbene, eccoci qua. Concluso anche questo post; vi chiedo scusa per l'immenso ritardo – addirittura più di una settimana – giuro che non succederà più in quanto da ora dovrei iniziare a buttare giù alcune idee che avevo da tempo.
Detto questo, ci salutiamo qui, alla prossima!
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